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venerdì 19 maggio 2017

L'ANGOLO DELLA BIBLIOTECA - QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA

Questo angolo sta diventando il più ricco del blog perchè ultimamente come già vi avevo scritto nell'ultimo anni molti eventi mi hanno travolta e il blog così come me stessa ne ha pagate le conseguenze. Ora un po' alla volta sto cercando di riprendere possesso della mia vita e la lettura è uno di quei momenti a cui non ho mai rinunciato così come il tempo trascorso con i miei figli.
Ma veniamo al libro che ho appena finito di leggere: Quattro tazze di tempesta.

Mi sono imbattuta per caso in questo libro. Il motivo che mi ha spinto a

sabato 8 febbraio 2014

LA PAGHETTA AI BAMBINI. E' GIUSTO DARGLIELA?

Da sempre mi chiedo se sia giusto o no dare la paghetta ai bambini. Ora che ho dei figli, quasi in età da prima paghetta, forse, sento ancora il bisogno più impellente di darmi una risposta.

I dubbi che vengono spontanei sono tanti: si responsabilizzano se fin da piccoli ricevono la paghetta imparando da subito il valore del

lunedì 6 gennaio 2014

L'ANGOLO DELLA BIBLIOTECA - L'ARTE DI PENDERSI CURA DI SE'

http://www.amazon.it/Larte-prendersi-guida-tutte-troppo/dp/8850200862/ref=sr_1_14?ie=UTF8&qid=1388987869&sr=8-14&keywords=jennifer+louden Per questo angolo della biblioteca voglio dedicare un consiglio a chi per il nuovo anno ha desiderio di prendersi cura di sè stessa/o.

E' una sorta di manuale in cui ogni capitolo è dedicato ad un momento particolare o un aspetto del proprio io o parte del proprio corpo di cui prendersi cura.

Io l'ho scovato per caso in una libreria un po' di anni fa e l'avevo scelto come autoregalo per Natale. Allora mi ha aveva

mercoledì 24 luglio 2013

UNA NOTA DI COLORE CHE PUO’ CAMBIARTI LA GIORNATA

Oramai lo sanno tutti, ma nessuno ci pensa mai, che il colore può influenzare il nostro umore, la nostra concentrazione o la nostra psiche. Si chiama cromoterapia . Sappiamo che il rosso eccita e stimola, il blu e le sue varie sfumature rilassano, Il giallo sviluppa l’immaginazione e porta allegria così come l’arancione, mentre il verde sembra aumenterebbe la concentrazione. Giusto per citarne qualcuno.
Allora sfruttiamo queste potenzialità dei colori quando siamo un

martedì 16 luglio 2013

COCCARDA A TAVOLA



Quale genitore non tribola con i figli piccoli quando è il momento di mangiare? Noi siamo tra questi, anche se non sempre, a dire il vero.
Allora una sera mi è venuto in mente che bisognava premiare i progressi dei bambini. Non sgridarli solo se non mangiano. 
Così ho pensato, “perché non dare un premio se mangiano tutto?” Sono nate così una sera queste due coccarde, una per figlio, da dare come premio solo quando mangiano tutto. Dato che è un sistema che la più grande usa già a scuola, la coccarda sul foglio del pranzo, si crea una

lunedì 15 luglio 2013

DECALOGO PER RESTARE O RIMETTERSI IN FORMA DOPO IL PARTO

Le frasi o i luoghi comuni che si sentono durante la gestazione o durante l’allattamento sono tantissime. Ma non sempre sono esatte come ad esempio una per tutte  “ora devi mangiare per due”. Certo il fabbisogno aumenta, ma l’importante è mangiare bene e sano per sé e per il proprio bambino per evitare il rischio  e la predisposizione all’obesità nel futuro nascituro. Anzi il periodo della gravidanza deve essere un momento importante per apprendere nuove e più sane abitudini se non siamo già abituati ad 

martedì 9 luglio 2013

15 CONSIGLI PER FAR DIVENTARE ALLEGRA LA PAPPA


Il momento conviviale dello stare a tavola tutti insieme è importante perché i nostri figli piccoli o grandi che siano condividono le loro emozioni o se ne servono per  inviarci dei segnali. In questo post elencherò una serie di consigli da adottare per rendere il cibo più gradito e il momento del pranzo o della cena più sereno ed allegro. Vediamo come.

martedì 21 maggio 2013

MENOPAUSA

La menopausa è un argomento che interessa molte donne, spesso affrontato in modo scientifico e raramente con consigli non prettamente medici. Io non sono la persona più adatta certo: 
1 perché non sono medico;
2 perché ancora non ci sono passata, ma poco ci manca e quindi comincio a documentarmi.

Qualche tempo fa in ospedale avevo trovato un volantino sulla menopausa a firma del Prof. Franco Berrino del Dipartimentimento di Medicina Preventiva e Predittiva alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano e mi era sembrato molto interessante. Ripropongo qui di seguito qualche stralcio per diffondere delle idee che ci possono aiutare. Non si tratta semplicemente di una spiegazione tecnico scientifica di questa fase delicata di una donna, ma per lo più di un approccio più che altro psicologico e pratico nella vita di tutti giorni che può aiutare non poco una donna in questo momento difficile.

mercoledì 20 febbraio 2013

LA CESTA DEI TRAVESTIMENTI


Carnevale è finito sia quello "regolare" o romano che dir si voglia sia quello ambrosiano. Ma ora cosa ne facciamo dei vestiti utilizzati per travestire i nostri bimbi? Non ammassiamoli in uno scatolone o peggio busta per rilegarli in cantina, armadio o nascosti da qualche altra parte insieme a quelli degli anni precedenti che poi si riciclano per i malcapitati secondo-terzogeniti. I bambini amano travestirsi tutto l'anno. Chi di noi non si ricorda come era divertente indossare gli abiti della propria mamma o del proprio papà o meglio ancora le ambite scarpe con i tacchi, i foulard che diventavano abiti gonne in un battibaleno, con una semplice spilla da balia o un nodo? 
E allora approfittiamo di questi costumi e anzi aggiungiamo altre piccole cose per creare una cesta dei travestimenti. Come ci insegna la pedagogia più spicciola in ogni asilo nido o scuola materna, pardon dell'infanzia che si rispetti non manca mai un angolo dei travestimenti. E' un momento importante che i bambini dovrebbero vivere spesso e lasciare che la loro fantasia venga stimolata in questo modo per inventarsi costumi, travestimenti e abiti come più gli piace. Cominceranno, sicuramente, imitando gli adulti o personaggi delle favole o storie che conoscono. E noi possiamo aiutarli a creare nuovi abbinamenti o personaggi lasciandoli spaziare e fornendogli gli strumenti adatti.
In un sito ho trovato i 10 oggetti must che non devono mancare in questo baule dei sogni. Vediamo quali sono oppure fatevi anche voi un giro nel sito che è in inglese http://blog.melissaanddoug.com


  1. Foulard/ sciarpe – con questo semplice pezzo di stoffa possono prendere vita diversi personaggi o sfondi per immaginari viaggi di fantasia. Es. blu per il mare o verde per prati. Diventano gonne bende di pirati ecc.
  2. collane, cinture - per abbellire i vari travestimenti e diventare un re, una principessa, la mamma della bambola preferita.
  3. occhiali – sicuramente non da vista, basterà la montatura per diventare il dottore o la maestra 
  4. cappelli – sicuramente immancabili e di varie forme e materiali è meglio. Una cappello da cowboy o sceriffo o un vecchio panama che non usiamo più. Cose che per noi sono un po' vintage per loro sono novità.
  5. borse, portafogli – piccoli, grandi, colorati creati appositamente per loro o che noi non mettiamo più. Invece di buttarle facciamole rivivere nella loro fantasia.
  6. camice o gonne cose che noi non mettiamo più, ma che per loro diventano un vero e proprio tesoro da cui attingere soprattutto se ci sono volants, tulle e cose stravaganti.
  7. vecchi cellulari / telecomandi – la loro fantasia li trasformerà in pistole laser, oggetti spaziali per avventure galattiche!
  8. attrezzi specifici – kit per dottori, infermiere, parrucchieri, meccanici per rendere più realistico il loro travestimento…
  9. grembiuli o cappelli da chef – basterà una cucina ed eccoli trasformati in cuochi o camerieri che vi inviteranno al loro ristorante per prepararvi deliziosi manicaretti o come capita a me squisiti té a tutti gusti, in primis al mandarino 
  10. spille da balia, elastici - accessori che useranno gli adulti o i bimbi più grandicelli per adattare e inventare i travestimenti.
Questa lista contiene le cose più comuni che io ho aggiunto ai vari vestiti di carnevale che hanno anche i loro accessori (es. un pirata può avere il cannocchiale, la spada; oppure il polizzioto può avere le manette, la pistola e così via).


Un altro elemento fondamentale, per far contenta la mamma soprattutto, è il contenitore per riporre tutte queste cose quando il gioco è finito. Per i più tradizionalisti una cesta in vimini, un bauletto. Però, in base allo spazio a disposizione ognuno può organizzare il tutto in modo diverso. Anche un cassetto capiente farà tutti contenti. 


 L'ultima cosa che non deve assolutamente mancare è lo specchio per lasciarli ammirarsi tutti soddisfatti e vedere con i propri occhi la loro trasformazione in un nuovo personaggio.  

Voi avete uno spazio simile per i vostri bambini? Come l'avete organizzato? Inviatemi pure le vostre foto o suggerimenti per offrire nuovi spunti in rete....

EVVIVA L'ANGOLO DEI TRAVESTIMENTI !!!!

mercoledì 7 novembre 2012

ALCUNI CONSIGLI PER LO SVEZZAMENTO: LA PRIMA PAPPA

Proseguiamo a parlare dello svezzamento. In questo post i consigli che vi do sono per la preparazione della prima pappa. Nel post precedente avevo parlato della frutta, vedi qui. Per preparare la prima pappa è fondamentale cucinare un salutare brodo vegetale. Da quando io ho imparato a prepararlo, quindi, da quando è nata la mia prima bimba, non ho più comprato un dado per brodo. Ne preparo sempre un po' in più in modo da congelarlo a cubetti e da usare all'occorrenza. Per,ò è importante che le prime pappe siano preparate sempre con del brodo fresco di giornata. Ma vediamo come prepararlo. Ora vi spiego il mio metodo basato sui consigli della nostra pediatra e l'esperienza delle nonne.

PREPARAZIONE DEL BRODO VEGETALE
  • Far cuocere in un litro di acqua una patata piccola-media, una carota, una zucchina media ed erbette, come prezzemolo ad esempio, per circa un'ora, fino ad ottenere il brodo (l'acqua dovrà essersi dimezzata).
  • Filtrare 150-200ml di brodo inizialmente senza le verdure ( che io passavo in forno-grill con una spolverata di parmiggiano e pan grattato per accompagnare il mio secondo). MAI aggiungere sale o dado.
  • Al brodo si dovrà aggiungere 2-3 cucchiai di crema di riso o mais e tapioca (se il bimbo presentasse stipsi meglio quest'ultima). A crudo aggiungere anche un cucchiaino di olio extravergine di oliva ed infine un cucchiaino di parmiggiano (ai miei bimbi ne mettevo anche di più perché gli piaceva e piace ancora.
Dopo due tre giorni, se tutto è andato liscio, si possono aggiungere progressivamente le verdure contenute nel brodo sempre una alla volta per qualche giorno per vedere la reazione e logicamente deve essere passata o omogeneizzata
Il primo giorno io avevo passato la patata e ne avevo aggiunto due cucchiai. Poi avevo passato insieme alla patata anche la carota ed infine anche la zucchina. Una volta che il bambino non ha avuto problemi con queste verdure si possono passare anche le erbette ed infine l'omogeneizzato se preferite comprarlo o quello preparato da voi sempre seguendo i consigli del vostro pediatra o specialisti del settore. 
L'importante è con carni leggere come l'agnello, il tacchino o il coniglio mezzo vasetto all'inizio per poi aumentare le dosi e passare al pollo al vitello o manzo, ecc. Provate a far assaggiare tutto al vostro bambino per abituarlo a gusti diversi. Il vostro bambino vi farà capire subito quello che gradisce maggiormente. Provate anche a variare la densità della pappa che si può regolare aumentando o riducendo il solo brodo.

A questo punto lo schema dei pasti sarà:

MATTINA: latte (materno o artificiale)
PRANZO ore 12: prima pappa
POMERIGGIO - MERENDA con frutta già inserita precedentemente
SERA: latte (materno o artificiale)

Seguendo questo schema passerà quasi un mese prima di poter introdurre anche la pappa la sera che dovrà essere più leggera. Questo significa che, lasciando invariato il brodo, la crema e il passato di verdure ciò che bisogna cambiare sarà il "condimento" cioè l'omogeneizzato che potrà essere all'inizio di formaggio poi prosciutto infine pesce preferibilmente (platesse, merluzzo, nasello).

la notte, con il pancino pieno dovrebbe dormire..... ma questo è un capitolo a parte......

RICORDATE CHE QUESTI SONO SOLO CONSIGLI DI UNA MAMMA DI DUE BIMBI. E' IMPORTANTE CONSULTARE SEMPRE PRIMA UNO SPECIALISTA PER QUALSIASI DUBBIO O PROBLEMA. NON ABBIATE MAI TIMORE DI APPARIRE STUPIDE/I O RIPETITIVI. LA SALUTE DEI NOSTRI BAMBINI PRIMA DI TUTTO.

martedì 30 ottobre 2012

ALCUNI CONSIGLI PER LO SVEZZAMENTO: LA PRIMA FRUTTA



Lo svezzamento è uno dei momenti importanti nella vita di un neonato. Nel giro di pochi mesi questi piccoli esserini devono affrontare tante nuove esperienze spesso traumatiche ad iniziare dal parto, poi il bagnetto (croce e delizia), poi le colichine (solo croce), poi i primi dentini e così via. Questo nella normale routine. La fase dello svezzamento deve seguire determinate tappe graduali non solo perché deve variare l'alimentazione, ma principalmente perché comincia ad allontanarsi dal seno materno e dal calore e la sicurezza che solo la sua mamma può dare.
Ma andiamo per gradi.

Lo svezzamento è l'introduzione nella dieta del neonato di qualsiasi alimento che non sia il latte. Gli esperti lo consigliano il più tardi possibile e comunque a partire dai 6 mesi. Chi ha la fortuna di poter allattare al seno lo faccia finché ha latte che riesce a saziare il bambino. Il consiglio del proprio pediatra è fondamentale. Alcuni pediatri consigliano, però, lo svezzamento anche a partire dai 4-5 mesi se il proprio latte non è sufficiente. Se ciò dovesse verificarsi prima del 4 mese è necessaria l'aggiunta di latte artificiale, quindi allattamento misto.
Ma quali sono i cibi che si introducono per primi? In genere si parte dalla frutta a merenda. I frutti sono: MELA, BANANA e PERA più facilmente digeribili e dal gusto più gradevole. Ma non vengono sbucciati e dati a pezzetti. Per carità! Si sbucciano e poi si grattugiano con l'apposita grattugia in plastica come questa della foto. Si vendono nei negozi specializzati per casalinghi o anche nei supermercati. Possono essere trasparenti o colorate. Usare la grattugia apposita solo per la frutta del bambino. 
In alternativa si può omogeneizzare o comprare già nei vasetti. Io usavo questi ultimi solo fuori casa. Da non sottovalutare la scelta di questi tre frutti. In caso di stipsi prediligere la pera e la mela, ma non la banana. Alcuni aggiungono alcune gocce di limone per non fare annerire la frutta. I miei bambini non gradivano.

Gli organi competenti in materia e gli specialisti ed io, come mamma per esperienza, consigliamo sempre di iniziare lo svezzamento quando il bambino è in buona salute, in un momento di calma e serenità casalinga, per poterlo ricordare come un momento di gioia ed esperienza piacevole.

Quindi avremo allattamento materno a richiesta e comunque sempre seguendo i suoi ritmi e la frutta il pomeriggio a merenda o la mattina come spuntino (sostituendo la poppata del pomeriggio o della mattina)
Importante anche non aggiungere zucchero, per volerlo rendere più gradevole. La frutta contiene già zuccheri naturali. 
Per abituarlo al nuovo gusto provare più di una volta sempre con lo stesso frutto prima di provarne uno nuovo. Es. primo, secondo e terzo giorno mela, quarto quinto e sesto banana, settimo ottavo e nono pera. Sicuramente ne gradirà uno più di un altro, ma abituatelo se possibile a più gusti.

RICORDATE CHE QUESTI SONO SOLO CONSIGLI DI UNA MAMMA DI DUE BIMBI. E' IMPORTANTE CONSULTARE SEMPRE PRIMA UNO SPECIALISTA PER QUALSIASI DUBBIO O PROBLEMA. NON ABBIATE MAI TIMORE DI APPARIRE STUPIDE/I O RIPETITIVI. LA SALUTE DEI NOSTRI BAMBINI PRIMA DI TUTTO.


 

domenica 7 ottobre 2012

CONSIGLI AD UN FUCO CHE VUOLE AVERE UN BAMBINO

Io non avrei saputo rendere meglio l'idea, in così poche parole, di cosa significhi avere un bambino oggi! Io fortunatamente ho un marito che mi ha aiutato molto e mi è sempre stato vicino, fisicamente, moralmente e solo raramente con il pensiero. Quindi non lo dedico a lui, ma a tutti quegli uomini (o donne) che non ricordano più che un bambino si fa in DUE e si cresce in DUE. Sono molti i momenti di sconforto che assalgono le persone più vicine ad un bambino (nel 99% dei casi una mamma), ma il mio consiglio è di guardare il vostro piccolo mentre dorme e di pensare alla gioia che vi può regalare anche con un semplice ed innocente sorriso sdentato.

 
 LA MAMMA E IL FUCO

A quarant'anni mi sento pronto come un fuco ad avere un figlio, ma mia moglie (33) rimanda da anni perché prima vuol cambiare lavoro e città. Come la convinco che è ora?    -  Matteo-

E' molto semplice: dille che la mamma la farai tu. Dille che a quarant'anni non puoi più rimandare. Dille che farai jogging con lei per perdere i chili presi nella gravidanza. Dille che dovrà prendersi solo il congedo obbligatorio e poi sarai tu a lavorare di meno per occuparti del bambino. Dille che lo allattarete con il biberon così ti sveglierai tu nel cuore della notte. E gestirai i rapporti con la pediatra, la baby sitter e la maestra. Dille che non te la prenderai quando tornerà tardi dall'ufficio o partirà per lavoro lasciandoti da solo, per un'intera notte, con un esserino così fragile e indefeso. Dille che, anche se sarai stanco morto, la sera accetterai di fare l'amore, persino a costo di fingere un po'. Dille che farai il brodo vegetale, la carne al vapore e le verdure tritate, due volte al giorno per vari mesi. E che, quando tornerete a casa da una passeggiata, darai da bere prima a tuo figlio e poi berrai tu. Dille che lo porterai al parco, lo accompagnerai alle gite scolastiche e resterai sveglio la sera, con gli occhi sbarrati, ad aspettare che torni dalla festa. E dille che, dal momento in cui verrà al mondo, per te verranno prima i suoi bisogni e poi i tuoi. In poche parole, caro fuco, dille che l'ape operaia la farai tu.



Questo breve articolo è apparso nella rubrica "Dear daddy" di Internazionale, n° 967, 19 (21-27 settembre 2012) ed è stato scritto da Claudio Rossi Marcelli, giornalista di Internazionale che ha scritto Hello daddy!.







Questo articolo

mercoledì 22 febbraio 2012

SARA' VERO?

Mio marito mi ha girato un articolo apparso sul Corriere della Sera qualche giorno fa, relativo al vocabolario minimo che i bambini dovrebbero avere a due anni per non avere problemi di apprendimento da adolescenti o altre patologie da diagnosticare in tempo. Devo dire che l'ho trovato interessante, ma non saprei fino a che punto attendibile.

La mia esperienza da questo punto di vista è totalmente diversa se penso a mia figlia Giulia o a mio figlio F.A. Le bambine, infatti, sembrano molto più ricettive e produttive linguisticamente rispetto ai coetanei che, invece, sviluppano prima e meglio le capacità motorie.Non necessariamente valido per tutti, come la figlia di mia cugina dimostra.....

Giulia già a 18 mesi parlava con cognizione di causa e mai usando suoni onomatopeici che sostituiscono le parole, come brum brum per l'auto o miao per gatto e così via. A due anni (avendo una bambola "malata" con in dotazione gli aggeggi del dottore, già diceva perfettamente stetoscopio, che io ho imparato a pronunciare bene alle medie, credo. E poi quando incontrava qualche persona adulta che le stava simpatica o riusciva ad impossessarsi del telefono, voleva fare "conversazione". Cosa che le è rimasta tutt'ora a 3 anni e mezzo. (Io e il papà non siamo per niente dei chiachieroni. Nel DNA la parola facile ce l'ha grazie alle nonne). Ma quando si  tratta di camminare o salire le scale, ancora adesso si ferma dopo due passi e dice: "sono stanca!".
Con F.A., invece, nonostante sia cresciuto nello stesso ambiente, cioè parliamo molto anche con lui, anzi ha in più anche la chiacchiera della sorella più grande, solo ora, che ha quasi due anni, comincia ad ampliare un po' il suo vocabolario. Cioè, oltre a mamma, papà e laaa (cioè la cucina dove si prepara il latte) pronuncia a modo suo "tatte" (latte), "totto" (biscotto oppure sotto), ciuce (luce) e poi i classici nonna, miao, cacca, bau ecc. Dato che a capire, già da quando aveva un anno, capisce tutto quello che gli si dice pretende che quando parla, anche lui  sia capito al volo altrimenti si imbufalisce strillando. Da noi si dice "il figlio muto lo capisce solo la mamma", quindi spesso faccio da interprete. Al contrario della sorella, invece, non sta fermo un secondo. Sale e scende le scale da solo, corre, fa le capriole è un terremotino.



Forse dipenderà in parte anche dagli stimoli esterni, ma fino ad un certo punto. Infatti, quando ho mostrato i quadrotti con le letterine di quei tappetini di gomma tutti colorati che si incastrano, le reazioni  sono state: mia figlia Giulia, li ha apprezzati imparando subito tutte le lettere dell'alfabeto a due anni; F.A. quando li ha visti ha solo pensato di darli in testa alla sorella o di morderli per strapparli.



Voi cosa ne pensate di questo articolo sulla base anche della vostra esperienza?
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