martedì 28 febbraio 2012

I BUONI PROPOSITI DEL 2012: GENNAIO

Stiamo entrando in marzo, il mese critico in cui puntualmente io mollavo sempre la spugna, perdendo per strada l'entusiasmo che mi aveva animato per stilare la fatidica lista dei buoni propositi per il nuovo anno.
E quest'anno come sta andando con la nuova tecnica e tanti nuovi impegni non solo personali, ma di una intera famiglia? Mi ero ripromessa di accollarmi un solo impegno per mese in modo da creare una routine e mantenere vivo l'interesse senza stressarmi. Per verificare come sta andando e se funziona realmente, scriverò mese per mese un post di aggiornamento della situazione.

Comincerò da gennaio: PENSARE AL CORPO TENENDOLO IN FORMA.

Non era mia intenzione diventare una fanatica della corsa, o comprare una ciclette da fare davanti la televisione o iscrivermi in palestra per rimettere in forma il mio corpo. Purtroppo, la corsa la trovo noiosa e pesante (perché non allenata). La ciclette non ho spazio in casa dove metterla e la palestra figuriamoci se riesco ad andarci tutte le settimane. Ma allora come ci si rimette o ci si tiene in forma, vi starete chiedendo? Un minimo di sforzo e movimento si deve pur fare, no? Basta fare quel poco che si riesce a fare, ma facendolo con costanza. Questo è il segreto..... 
Sicuramente, per la costanza e l'impegno ci sarebbe bisogno di avere un personal trainer a disposizione in qualsiasi momento in cui ci si ritaglia degli spazi, quindi senza preavvisi. Ancora meglio se prestante e aitante.... Ma non si può avere tutto. Così ho ripiegato su dei DVD in cui personal trainers fisicati (che invidia!!!) fanno con me gli esercizi mostrandomi anche le posture giuste. Nei DVD c'è già la musica "incorporata", che aiuta non poco a tenere il ritmo e a dare un minimo di allegria, che non guasta mai durante gli esercizi.
E così, all'Auchan avevo trovato in offerta, a solo 1€, dei DVD di allenamento. Ho preso questi due, Cardio dance e  Yoga per dummies (cioè per negati, quindi per me) che sembravano interessanti tanto per cominciare.





  Poi, dalla biblioteca avevo preso anche altro materiale sempre della GAIAM  (visitate il sito qui se siete interesati alla filosofia che ci sta dietro) sullo yoga durante la gravidanza e il pilates, quindi soft, l'ideale per cominciare. Materiale se ne trova tanto. L'importante poi è usarlo.

 Il programma del mio fitness prevede di prendere un DVD dalla nostra fornitissima libreria e fare work out, cioè esercizi di yoga, pilates o aerobica, almeno 20m al giorno, due volte a settimana. L'obiettivo è quello di arrivare ad imparare i movimenti e le coreografie per poi farli anche se non si ha una TV e un lettore dvd a disposizione o in totale autonomia, ma sempre con della musica adatta, raggiungendo gradualmente la costanza giornaliera.
Un ulteriore aiuto a combattere la sedentarietà sarà l'abbandono dell'auto per accompagnare e andare a prendere i bimbi a scuola a piedi. Infatti con l'arrivo della primavera e delle belle giornate potrò permettermi delle belle passegiate a piedi con i miei bimbi. 
Per ora, ho dovuto saltare solo qualche "appuntamento". L'inizio è difficile, ma sto tenendo duro. Vado avanti con le varie figure yoga, che sembrano facili da fare, ma quando si è fuori allenamento totale come me diventano complicate. Sto in questa fase cercando di riacquistare elasticità e fiato. I risultati mi incoraggiano e quindi mi motivno ad andare avanti. Più in là cercherò di coinvolgere anche la mia bimba con un po' di movimento. Finger crossed (incrociamo le dita)

lunedì 27 febbraio 2012

UNA GIORNATA ALL'ACQUARIO DI GENOVA

Lo scorso venerdì, io e la mia piccola Giulia ci siamo regalate una giornata tutta per noi. Come dice lei, "per sole femmine". Questo grazie a nonna Luisa che si è "goduta" il suo nipotino F.A. per un'intera giornata. Papà, invece, era al lavoro.
 Come meta della gita avevo scelto l'Acquario di Genova. Fantastico!!! Scelta azzeccata perché ci siamo divertite un mondo, ma stancate anche un po'. Io già l'avevo visitato qualche anno fa. Ma con mia figlia è stata tutta un'altra emozione. E poi, nonostante il percorso sia abbastanza lungo, due ore circa, devo dire che non è per niente noiso neanche rivedendolo 100 altre volte.

All'inizio della visita si può vedere un corto "le avventure di Sammy". Due piccole tartarughine protagoniste, loro malgrado, di piccole disavventure causate dall'arroganza e dalla prepotenza dell'uomo sulla Natura. Fa riflettere molto su come maltrattiamo la Natura, perché nel corto osserviamo ciò che a noi può sembrare "normale" attraverso gli occhi degli animali. Essendo in 3D, anche se è un cartone, è molto realistico, in particolare quando arriva il serpente o i pirahna, ma non manca il divertimento. E poi basta guardare i faccini di questi animaletti per amarli subito. Bravi agli autori!!!!

Dopo il corto ci siamo avventurate tra le vasche. Devo dire che l'ingresso non è dei più simpatici con il cilindro delle murene e la penombra della sala. Giulia con i suoi 3 anni e poco spirito avventuroso si è un po' impressionata, però le osservava con attenzione. Sempre da debita distanza.



Finalmente arriviamo alle foche e ci rallegriamo, ma la loro stazza meraviglia anche me. Pensa ad incontrarle in mare aperto!!! Per fortuna sono animali giocherelloni e così ci incantiamo al di la del vetro a vedere le loro evoluzioni da "ballerine" dinseyane. La vasca successiva è quella degli squali. Oddio, di nuovo ci impressioniamo allo spettacolo di questi esseri che il cinema e la cronaca c presenta solo come dei mostri. Poveri! Devono pur campare anche loro!!! Proseguiamo nella visita. Giulia sempre al centro del corridoio, quindi a debita distanza dalle vasche.

LE FOCHE
Vediamo i cavallucci marini, i delfini, le razze, i pirahna, le meduse, i "nemo" (i pesci pagliaccio) e tantissimi altri pesci di tutti i colori, le forme, le dimensioni, gli habitat. Meravigliosi. Alcuni, però sembrano ancora allo stadio primitivo di mostri marini.








Arriviamo anche ai impaticissimi pinguini. Giulia qui ha avuto più coraggio. Si è avvicinata alla vasca, toccando addirittura il vetro. Di questi simpatici animaletti abbiamo imparato che sono uccelli e che non tutti vivono al Polo Sud. Delle 18 specie 14 vivono nella regione subantartica, nella Terra del Fuoco e sulle coste del Cile, del Perù, del Sudafrica e dell'Australia. Il più grande è il pinguino imperatore che raggiunge i 120cm, quindi più alto di mia figlia. A vederli nuotare sembra che volino. Non vi sembra? Fotografarli poi è stata un'impresa!!! Corrono come i pazzi!!! E come i delfini fanno anche grandi balzi fuori dall'acqua. Raggiungono i 40km/h!!!!
Simpatici davvero.










All'Acquario di Genova, però, non si trovano solo pesci. Abbiamo visto uccelli, camaleonti, rospi tartarughe, jechi e un povero serpente verde tutto solo in una teca al centro della sala. Impressionante tanto da far invidia a quelli presenti nei racconti di Harry Potter.

Siamo nell'area del Madagascar con tutti questi animaletti dai colori vivaci e le caratteristiche più bizzarre. Mio marito qualche anno fa, (cioè due figli fa!) voleva portarmi in Madagascar per visitarlo prima che anche lì arrivasse il turismo di "moda". A vedere tutte queste creature che avrei potuto incontrare girando per l'isola che senza dubbio deve essere davvero stupenda, mi fa quasi piacere non esserci andata.
Comunque, tornando alla visita, proseguiamo tra vasche e piante tropicali per ammirare anche i colibrì, le farfalle, conchiglie e molto altro.
IL CAMALEONTE











 
Le meduse sono in una sala a parte tutta blu che fa la sua bella figura. Ma vorrei  vedere quanti di noi a tu per tu con questi animali in mare aperto ne apprezzerebbero così volentieri la loro bellezza eterea. Io ne ho un rutto ricordo. Più di una volta ho avuti incontri ravvicinati con le meduse, senza neanche vederle!!!! Mi perseguitano... Da quando frequento la Liguria per "motivi familiari" anche li mi hanno beccata e si ripresentano ogni anno.Via da me.  
Finiamo il tour con le razze che nuotano in una vasca aperta che dà la possibilità a tutti di toccarle con le dovute precauzioni. Poi c'è la stanza dei colibrì, liberi di volare tra le piante, quindi difficili da vedere se non vogliono. Ed, infine, la biosfera, interessante, ma che si può saltare tranquillamente. Si può facilmente intuire che nella biosfera non ci sono i profumi dei fiori tropicali e mia figlia nella sua ingenuità dei tre anni lo ha fatto notare a viva voce.




Arriviamo al'uscita stanche, ma contente della nostra gita "per sole femmine".Un'ultimo scatto lo riservimo al galeone del film Pirati, ancorato proprio di fianco all'Acquario. Visitabile, ma noi a questo giro abbiamo saltato.

GIULIA IN BIANCO CHE CAMMINA

Io consiglio vivamente di portarci i bambini almeno una volta.
Il piccolino Francesco A. credo lo porteremo al useo Oceanografico di Montecarlo. Così, potremo fare un confronto. Voi cosa consigliate?

mercoledì 22 febbraio 2012

SARA' VERO?

Mio marito mi ha girato un articolo apparso sul Corriere della Sera qualche giorno fa, relativo al vocabolario minimo che i bambini dovrebbero avere a due anni per non avere problemi di apprendimento da adolescenti o altre patologie da diagnosticare in tempo. Devo dire che l'ho trovato interessante, ma non saprei fino a che punto attendibile.

La mia esperienza da questo punto di vista è totalmente diversa se penso a mia figlia Giulia o a mio figlio F.A. Le bambine, infatti, sembrano molto più ricettive e produttive linguisticamente rispetto ai coetanei che, invece, sviluppano prima e meglio le capacità motorie.Non necessariamente valido per tutti, come la figlia di mia cugina dimostra.....

Giulia già a 18 mesi parlava con cognizione di causa e mai usando suoni onomatopeici che sostituiscono le parole, come brum brum per l'auto o miao per gatto e così via. A due anni (avendo una bambola "malata" con in dotazione gli aggeggi del dottore, già diceva perfettamente stetoscopio, che io ho imparato a pronunciare bene alle medie, credo. E poi quando incontrava qualche persona adulta che le stava simpatica o riusciva ad impossessarsi del telefono, voleva fare "conversazione". Cosa che le è rimasta tutt'ora a 3 anni e mezzo. (Io e il papà non siamo per niente dei chiachieroni. Nel DNA la parola facile ce l'ha grazie alle nonne). Ma quando si  tratta di camminare o salire le scale, ancora adesso si ferma dopo due passi e dice: "sono stanca!".
Con F.A., invece, nonostante sia cresciuto nello stesso ambiente, cioè parliamo molto anche con lui, anzi ha in più anche la chiacchiera della sorella più grande, solo ora, che ha quasi due anni, comincia ad ampliare un po' il suo vocabolario. Cioè, oltre a mamma, papà e laaa (cioè la cucina dove si prepara il latte) pronuncia a modo suo "tatte" (latte), "totto" (biscotto oppure sotto), ciuce (luce) e poi i classici nonna, miao, cacca, bau ecc. Dato che a capire, già da quando aveva un anno, capisce tutto quello che gli si dice pretende che quando parla, anche lui  sia capito al volo altrimenti si imbufalisce strillando. Da noi si dice "il figlio muto lo capisce solo la mamma", quindi spesso faccio da interprete. Al contrario della sorella, invece, non sta fermo un secondo. Sale e scende le scale da solo, corre, fa le capriole è un terremotino.



Forse dipenderà in parte anche dagli stimoli esterni, ma fino ad un certo punto. Infatti, quando ho mostrato i quadrotti con le letterine di quei tappetini di gomma tutti colorati che si incastrano, le reazioni  sono state: mia figlia Giulia, li ha apprezzati imparando subito tutte le lettere dell'alfabeto a due anni; F.A. quando li ha visti ha solo pensato di darli in testa alla sorella o di morderli per strapparli.



Voi cosa ne pensate di questo articolo sulla base anche della vostra esperienza?
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